Chi siamo

richi tondo-01-01

Riccardo Gambino

Il tuo primo approccio ai fornelli?

Le prime volte in cui mi sono avvicinato al mondo della cucina è stato sicuramente durante la mia infanzia: i miei genitori sono floricoltori e hanno da sempre avuto orari di lavoro prolungati; così io e mia sorella ci siamo da sempre occupati sin da piccoli della casa e di far da mangiare, riscoprendo così in me una passione e un divertimento per il mondo della cucina.

 

Come hai imparato a cucinare?

Devo sicuramente tantissimo alle mie nonne, una vera ligure e una vera abruzzese, che hanno da sempre spronato la mia curiosità e voglia di imparare. La mia vera maestra è stata comunque mia madre alla quale devo la mia curiosità per i sapori nuovi, l’arte del dosare a occhio e un’innata buona forchetta, tutte doti indispensabili a un ottimo cuoco. Il mio trasferimento a Genova per l’università ha fatto il resto: quando devi cucinare solo per te dopo un pò ti stanchi della pasta al tonno e allora è lì che cominci davvero ad osare e a sperimentare…è così che ho imparato a fare nuove ricette (e tantissime varianti di pasta al tonno) e a sperimentarle sugli amici ai quali sono profondamente grato!

 

Cosa ti ha fatto crescere in cucina?

Quando ho iniziato a lavorare stabilmente i miei tempi vitali sono cambiati e la fretta è diventata padrona della mia esistenza che scorre frastornata tra una tesi, un turno di lavoro, amici, amori e tutto il resto. L’unico momento in cui riesco a ritrovare il mio baricentro è quando cucino, lì non esisto per nessuno, sono solo io e il cibo che elaboro, cambio e compongo donando un po’ di me e ritrovando un po’ di me.

 

Cos’è kwi’zi:nz?

E’ una sfida, un gioco, un volersi dare di più e un continuo mettersi in ballo; è un’occasione unica che posso condividere con una persona altrettanto unica; è una valvola di sfogo, un mantra; sono Io.

andre tondo-01

Andrea Silvestri   

Il tuo primo approccio ai fornelli?

Sono nato nella metà del febbraio ’88 in una piccola città in provincia di Cuneo. Una foto premonitrice venne scattata in quei primi anni: questa raffigura me con grembiule e m,ani rigorosamente infarinate nell’intento di impastare dei biscotti assieme alla nonna. E’ quindi facendo l’ “aiuto chef” nelle preparazioni con mamma e nonne che tutto ha avuto inizio.

 

Come hai imparato a cucinare?

Tornati poi in Liguria dopo la parentesi piemontese, è stato solo con la mia iscrizione alla facoltà di Architettura e la successiva “emancipazione” che mi sono visto costretto di fare di necessità virtù. Iniziare dall’ ABC, passo dopo passo, ho riscoperto la passione per la cucina ed il divertimento che c’è dietro ogni preparazione anche grazie a molti amici ed amiche “colleghi di fornelli” sempre pronti a sperimentare e ad essere mie cavie. Organizzare cene a casa per ogni occasione è stata la palestra migliore per tornare milioni di volte sulle stesse ricette come anche l’essere invitati a casa di altri amici e voler stupire preparando l’ultima ricetta letta su un blog o intravista nel reparto cucina della Feltrinelli.

 

Cosa ti ha fatto crescere in cucina?

Raggiunta la laurea ho lasciato Genova e sono atterrato nell’ottobre ’13 a Sydney dove la mia passione per la cucina etnica ha potuto essere soddisfatta come mai prima: lì ho conosciuto ragazzi dal mondo ed ho così potuto sperimentare i sapori delle cucine più disparate. E’ la mia curiosità verso ciò che non conosco che mi attrae verso le cucine tradizionali come verso le novità globali.

 

Cos’è kwɪˈziːnz?

Tornato in Italia la voglia di continuare a conoscere sapori diversi da quelli a cui siamo soliti mi ha spinto a maturare questo progetto e, poiché un architetto è tale in tutto soprattutto ai fornelli.


Annunci